Le avventure di Pinocchio Capitolo 32

Le avventure di Pinocchio

Carlo Collodi

Capitolo 32

Chapter 32 of 36 9 min aloud CC BY-SA 4.0

A Pinocchio gli vengono gli orecchi di ciuco, e poi diventa un ciuchino vero e comincia a ragliare. E questa sorpresa quale fu? Ve lo dirò io, miei cari e piccoli lettori: la sorpresa fu che Pinocchio, svegliandosi, gli venne fatto naturalmente di grattarsi il capo; e nel grattarsi il capo si accòrse.... Indovinate un po’ di che cosa si accòrse? Si accòrse, con suo grandissimo stupore, che gli orecchi gli erano cresciuti più d’un palmo.

Voi sapete che il burattino, fin dalla nascita, aveva gli orecchi piccini piccini: tanto piccini che, a occhio nudo, non si vedevano neppure! Immaginatevi dunque come restò, quando dovè toccar con mano che i suoi orecchi, durante la notte, erano così allungati, che parevano due spazzole di padule. Andò subito in cerca di uno specchio, per potersi vedere: ma non trovando uno specchio, empì d’acqua la catinella del lavamano, e specchiandovisi dentro, vide quel che non avrebbe mai voluto vedere: vide, cioè, la sua immagine abbellita di un magnifico paio di orecchi asinini.

Lascio pensare a voi il dolore, la vergogna e la disperazione del povero Pinocchio! I suoi orecchi, durante la notte, erano così allungati che parevano due spazzole di padule. Cominciò a piangere, a strillare, a battere la testa nel muro: ma quanto più si disperava, e più i suoi orecchi crescevano, crescevano, crescevano e diventavano pelosi verso la cima. Al rumore di quelle grida acutissime, entrò nella stanza una bella Marmottina, che abitava

il piano di sopra: la quale, vedendo il burattino in così grandi smanie, gli domandò premurosamente:, Che cos’hai, mio caro casigliano?, Sono malato, Marmottina mia, molto malato.... e malato d’una malattia che mi fa paura! te ne intendi tu del polso?, Un pochino., Senti dunque se per caso avessi la febbre. ― La Marmottina alzò la zampa destra davanti: e dopo aver tastato il polso a Pinocchio, gli disse sospirando:, Amico mio, mi dispiace doverti dare una cattiva notizia!…, Cioè?, Tu hai una gran brutta febbre!, E che febbre sarebbe?, È la febbre del somaro., Non la capisco questa febbre!, rispose il burattino, che l’aveva pur troppo capita., Allora te la spiegherò io;, soggiunse la Marmottina, sappi dunque, che fra due o tre ore tu non sarai più nè un burattino, nè un ragazzo...., E che cosa sarò?, Fra due o tre ore, tu diventerai un ciuchino vero e proprio, come quelli che tirano il

carretto e che portano i cavoli e l’insalata al mercato., Oh! povero me! povero me!, gridò Pinocchio pigliandosi con le mani tutt’e due gli orec- ― È la febbre del somaro. chi, e tirandoli e strappandoli rabbiosamente, come se fossero gli orecchi di un altro., Caro mio,, replicò la Marmottina per consolarlo, che cosa ci vuoi tu fare? Oramai è destino, oramai è scritto nei decreti della sapienza, che tutti quei ragazzi svogliati che, pigliando a noia i libri, le scuole e i maestri, passano le loro giornate in balocchi, in giuochi e in divertimenti,

debbano finire prima o poi col trasformarsi in tanti piccoli somari., Ma davvero è proprio così?, domandò singhiozzando il burattino., Pur troppo è così! E ora i pianti sono inutili. Bisognava pensarci prima!, Ma la colpa non è mia: la colpa, credilo, Marmottina, è tutta di Lucignolo!…, E chi è questo Lucignolo?, Un mio compagno di scuola. Io volevo tornare a casa: io volevo essere ubbidiente: io volevo seguitare a studiare e a farmi onore....

ma Lucignolo mi disse: ― «Perchè vuoi tu annoiarti a studiare? perchè vuoi andare alla scuola?… Vieni piuttosto con me, nel Paese dei balocchi: lì non studieremo più: lì ci divertiremo dalla mattina alla sera e staremo sempre allegri.», E perchè seguisti il consiglio di quel falso amico, di quel cattivo compagno?, Perchè?… perchè, Marmottina mia, io sono un burattino senza giudizio.... e senza cuore. Oh! se avessi avuto un zinzino di cuore, non avrei mai abbandonata quella buona Fata, che mi voleva bene come una mamma e che aveva fatto tanto per me!… e a quest’ora non sarei più un burattino....

ma sarei invece un ragazzino ammodo, come ce n’è tanti! Oh!… ma se incontro Lucignolo, guai a lui! Gliene voglio dire un sacco e una sporta. ― E fece l’atto di volere uscire. Ma quando fu Prese un gran berretto di cotone, e, ficcatoselo in testa. sulla porta, si ricordò che aveva gli orecchi d’asino, e vergognandosi di mostrarli in pubblico, che cosa inventò? Preso un gran berretto di cotone, e, ficcatoselo in testa, se lo ingozzò fin sotto gli orecchi.

Poi uscì, e si dette a cercare Lucignolo da per tutto. Lo cercò nelle strade, nelle piazze, nei teatrini, in ogni luogo: ma non lo trovò. Ne chiese notizia a quanti incontrò per la via, ma nessuno l’aveva veduto. Allora andò a cercarlo a casa: e arrivato alla porta, bussò., Chi è?, domandò Lucignolo di dentro., Sono io!, rispose il burattino., Aspetta un poco, e ti aprirò. ― Dopo mezz’ora la porta si aprì: e figuratevi come restò Pinocchio quando, entrando nella stanza, vide il suo amico Lucignolo con un gran berretto di cotone in testa, che gli scendeva fin sotto il naso.

Alla vista di quel berretto, Pinocchio sentì quasi consolarsi e pensò subito dentro di sè: ― Che l’amico sia malato della mia medesima malattia? Che abbia anche lui la febbre del ciuchino?… ― E facendo finta di non essersi accorto di nulla, gli domandò sorridendo:, Come stai, mio caro Lucignolo?, Benissimo: come un topo in una forma di cacio parmigiano., Lo dici proprio sul serio?, E perchè dovrei dirti una bugia? ― Scusami, amico: e allora perchè tieni in capo cotesto berretto di cotone, che ti cuopre tutti gli orecchi?, Me l’ha ordinato il medico, perchè mi son fatto male a un ginocchio.

E tu, caro Pinocchio, perchè porti codesto berretto di cotone ingozzato fin sotto gli orecchi?, Me l’ha ordinato il medico, perchè mi sono sbucciato un piede., Oh! povero Pinocchio!…, Oh! povero Lucignolo!… ― A queste parole tenne dietro un lunghissimo silenzio, durante il quale i due amici non fecero altro che guardarsi fra loro, in atto di canzonatura. Finalmente il burattino, con una vocina melliflua e flautata, disse al suo compagno:, Levami una curiosità, mio caro Lucignolo: hai mai sofferto di malattia agli orecchi?, Mai!… e tu?, Mai!

Per altro da questa mattina in poi ho un orecchio che mi fa spasimare., Ho lo stesso male anch’io., Anche tu?… E qual è l’orecchio che ti duole?, Tutt’e due. E tu?, Tutt’e due. Che sia la medesima malattia?, Ho paura di sì., Vuoi farmi un piacere, Lucignolo?, Volentieri! Con tutto il cuore., Mi fai vedere i tuoi orecchi?, Perchè no? Ma prima voglio vedere i tuoi, caro Pinocchio., No: il primo devi esser tu., No, carino! Prima tu e dopo io!, Ebbene,, disse allora il burattino, facciamo un patto da buoni amici., Sentiamo il patto., Leviamoci tutt’e due il berretto nello stesso tempo: accetti?, Accetto., Dunque attenti!―

E Pinocchio cominciò a contare a voce alta:, Uno! Due! Tre!― Alla parola tre! i due ragazzi presero i loro berretti di capo e li gettarono in aria. E allora avvenne una scena, che parrebbe incredibile, se non fosse vera. Avvenne, cioè, che Pinocchio e Lucignolo, quando si videro colpiti tutt’e due dalla medesima disgrazia, invece di restar mortificati e dolenti, cominciarono ad ammiccarsi i loro orecchi smisuratamente cresciuti, e dopo mille sguaiataggini finirono col dare una bella risata.

E risero, risero, risero da doversi reggere il corpo: se non che, sul più bello del ridere, Lucignolo Cominciarono ad ammiccarsi i loro orecchi smisuratamente cresciuti. Lucignolo tutt’a un tratto si chetò, e barcollando e cambiando di colore, disse all’amico:, Aiuto, aiuto, Pinocchio!, Che cos’hai?, Ohimè! non mi riesce più di star ritto sulle gambe., Non mi riesce più neanche a me, gridò Pinocchio, piangendo e traballando. E mentre dicevano così, si piegarono tutt’e due carponi a terra e, camminando colle mani

Ragliando sonoramente, facevano tutt'e due in coro: j-a, j-a, j-a. e coi piedi, cominciarono a girare e a correre per la stanza. E intanto che correvano, i loro bracci diventarono zampe, i loro visi si allungarono e diventarono musi, e le loro schiene si coprirono di un pelame grigiolino chiaro, brizzolato di nero. Ma il momento più brutto per que’ due sciagurati sapete quando fu? Il momento più brutto e più umiliante fu quello quando sentirono spuntarsi di dietro la coda.

Vinti allora dalla vergogna e dal dolore, si provarono a piangere e a lamentarsi del loro destino. Non l’avessero mai fatto! Invece di gemiti e di lamenti, mandavano fuori dei ragli asinini: e ragliando sonoramente, facevano tutt’e due in coro: j-a, j-a, j-a. In quel frattempo fu bussato alla porta, e una voce di fuori disse:, Aprite! Sono l’omino, sono il conduttore del carro che vi portò in questo paese. Aprite subito, guai a voi!,

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Contents

Le avventure di Pinocchio

  1. 01 Capitolo 1 4 min
  2. 02 Capitolo 2 4 min
  3. 03 Capitolo 3 7 min
  4. 04 Capitolo 4 4 min
  5. 05 Capitolo 5 4 min
  6. 06 Capitolo 6 3 min
  7. 07 Capitolo 7 6 min
  8. 08 Capitolo 8 4 min
  9. 09 Capitolo 9 4 min
  10. 10 Capitolo 10 4 min
  11. 11 Capitolo 11 5 min
  12. 12 Capitolo 12 8 min
  13. 13 Capitolo 13 6 min
  14. 14 Capitolo 14 6 min
  15. 15 Capitolo 15 4 min
  16. 16 Capitolo 16 6 min
  17. 17 Capitolo 17 8 min
  18. 18 Capitolo 18 8 min
  19. 19 Capitolo 19 6 min
  20. 20 Capitolo 20 5 min
  21. 21 Capitolo 21 5 min
  22. 22 Capitolo 22 5 min
  23. 23 Capitolo 23 9 min
  24. 24 Capitolo 24 10 min
  25. 25 Capitolo 25 5 min
  26. 26 Capitolo 26 5 min
  27. 27 Capitolo 27 11 min
  28. 28 Capitolo 28 9 min
  29. 29 Capitolo 29 13 min
  30. 30 Capitolo 30 8 min
  31. 31 Capitolo 31 11 min
  32. 32 Capitolo 32 9 min
  33. 33 Capitolo 33 14 min
  34. 34 Capitolo 34 13 min
  35. 35 Capitolo 35 10 min
  36. 36 Capitolo 36 18 min